Casi Clinici - Studioproloterapia

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Lombalgia acuta iperalgica , resistente agli antiinfiammatori ed antidolorifici centrali.

Paziente maschio di 79 anni,portatore di protesi d’anca destra,iperteso, dopo sollecitazione in flessione della colonna lombare per sollevare una cassa di bottiglie va incontro ad un intenso dolore lombare che si aggrava nei giorni successivi.

Tale dolore diventa continuo, diurno e notturno, portando il paziente ad assumere antiinfiammatori per via intramuscolare, i quali però non attenuano la sintomatologia dolorosa.

Su  consiglio del medico curante assume di seguito antidolorifici similoppiacei, sino a prendere 20 goccie di tramadolo tre volte al di, con scarso controllo del dolore.

Tale dolore al momento della prima visita è estremamente intenso(VAS 9/10), insopportabile, limita a pochi metri l’autonomia di marcia, la flessione della colonna lombare è limitata ai primi gradi.

La Risonanza magnetica della colonna lombare evidenzia una spondiloartrosi severa e  due voluminosi prolassi discali tra L4/l5 e L5/S1, la visita evidenzia sensibilizzazione dei legamenti che stabilizzano tale regione vertebrale.

Si pratica la prima seduta di Proloterapia sulla colonna lombare e a livello dell’articolazione sacro-iliaca destra.
15 Giorni dopo si rivede il paziente che entusiasta riferisce un miglioramento del 70% del dolore, finalmente divenuto  lieve, nonostante non assuma più antidolorifici da dieci giorni.

Una seconda ed una terza seduta praticate ogni due settimane  risolvono completamente il dolore che affliggeva il Paziente.

Sei mesi dopo alla visita di controllo il Paziente aveva mantenuto il beneficio ottenuto dal  trattamento di Proloterapia, riferendo assenza totale di dolore, avendo ripreso inoltre la sua attività hobbistica preferita( bicicletta).

CONCLUSIONI:
Da tale esperienza, di frequente riscontro, si evince come la proloterapia, rinforzando i legamenti che stabilizzano la articolazioni ed i dischi intervertebrali, possa intervenire efficacemente anche nel dolore acuto e particolarmente intenso, in presenza di alterazioni degenerative importanti della colonna vertebrale ed in presenza di voluminosi prolassi discali, indipendentemente dall’età del paziente.

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